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Meraviglia
Meraviglia  }  Parco artistico

Parco della Scultura in Architettura

L'arte dove meno te l'aspetti

Dov'è

Veneto

Parco della Scultura in Architettura, 30027 San Donà di Piave VE, Italia (0m s.l.m.)

Indicazioni stradali
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Un museo a cielo aperto

C'è sempre un sognatore all'inizio di tutto. Per questo parco tra le industrie ai margini della città di San Donà di Piave, il sogno è quello di un imprenditore, Adalberto Mestre. Era all'inizio degli anni Novanta quando, guardando dalle finestre della nuova sede della sua azienda la desolazione del paesaggio, decise che c'era bisogno di verde e di bellezza. Fu così che nacque l'idea del Parco della Scultura in Architettura, un parco senza recinzioni e senza orari per accogliere la gente del luogo e avvicinarla all'arte.

La prima installazione

La cosa più difficile, racconta Mestre, fu ottenere l'autorizzazione comunale... La prima installazione fu un'opera del grande Bruno Munari, allora energico 84enne. «Una scultura per gioco» (1991), destinata ai bambini, dove potersi sedere e arrampicare.

Scultura e architettura

Più tardi fu la volta di «Casa abbandonata», opera di Aldo Rossi (1996-2001): una facciata dritta e seria, con la porta aperta verso un interno che «non ha più pareti ma alberi» come direbbe la canzone. Ispirata a un ricordo di gioventù, a una casa in golena in provincia di Rovigo abbandonata dopo la grande alluvione del Po. Con piastrelle e carta da parati a riquadrare ricordi di stanze.

Varchi e antenne tra i pioppi

Passeggiando nel parco s'incontrano «porte» di varia natura. Per esempio, una gialla scultura attraversabile di Bruno Munari («Passaggio a Nord-Ovest?», 1995): «Dall'altra parte si trova una natura in parte inventata. C'è un viale di alberi disposto con la prospettiva capovolta. Non c'è il lupo» rivela Munari. Oppure la bianca «Porta dei fiori» di Alberto Campo Baeza (1997), coperta da «un milione di milioni di fiori bianchissimi» o ancora il «Varco» di Toni Follina (1999). Tra due filari di pioppi, poi, 3 antenne totemiche di Alessandro Mendino («Monumento triplo», 1994) paiono captare messaggi dall'universo...

Gli artisti del Parco

In ordine alfabetico: Alberto Campo Baeza, Gabriele Basilico, Riccardo Dalisi, Marco Ferreri, Toni Follina, AG Fronzoni, Sol LeWitt, Riccardo Licata, Alessandro Mendini, Davide Mosconi, Bruno Munari, Aldo Rossi, Ettore Sottsass, Mauro Staccioli, Emilio Tadini.

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Consigliato da
Maria Del Mar

"Non c'è il lupo" dice Bruno Munari. C'è l'incontro con l'arte contemporanea e ci si può dialogare.

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