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Meraviglia
Meraviglia  }  Archeologia

Necropoli di Montessu

Un emozionante sito archeologico nel sud della Sardegna

Dov'è

Sardegna

09010 Villaperuccio SU, Italia (139m s.l.m.)

Indicazioni stradali
map

Cos'è e dov'è

Sul colle di Montessu si trovano una accanto all’altra diverse aperture. Sono gli ingressi alle circa quaranta tombe di una necropoli dell'Età del Rame: un complesso di Domus de Janas decorate, tra i meglio conservati in Sardegna. Le strutture dei tombe ricordano quelle delle abitazioni allora in uso: un corridoio lungo e stretto si addentra nel monte, e su esso si aprono diverse nicchie o camere sepolcrali. Al loro interno sono stati ritrovati numerosi reperti, oggetti di uso quotidiano che accompagnavano il defunto nell'aldilà.

Perché è speciale

Quando ci di addentra nelle tombe, ci si trova immersi nella pietra tufacea che, scavata millenni fa, trasuda ancora oggi storia e spiritualità antica. Le pareti portano ancora i segni delle decorazioni votive, come tracce di ocra rossa, colore della rigenerazione, e incisioni di spirali e forme concentriche, che simboleggiavano gli occhi o i seni della dea madre. Tutto rimanda a quell'antica spiritualità con tanta tenacia da farci dimenticare quanto tempo sia passato da quando questi segni sono stati lasciati nella roccia.

Da non perdere

Due domus spiccano sulle altre: «sa Cresiedda» e «sa Grutta de is procus». Poste ai due estremi della serie di sepolture, queste cavità sono definite tombe santuario, perché si distinguono in vari modi dalle altre. All'esterno, vantano delle strutture fatte di enormi massi disposti a semicerchio, una sorta di entrata monumentale. All'interno, un primo ambiente è separato da un secondo più in dentro da una parete aperta in tre punti, due più grandi e uno più piccolo. Se la loro disposizione vi ricorda le cavità di un teschio, complimenti: avete dato la corretta lettura alla struttura, volutamente fatta a tema dai suoi artigiani.

Un po' di storia

La necropoli di Montessu è stata in uso dal Neolitico finale (3200-2800 a.C.) al Bronzo antico (1800-1600 a.C.), e per tutta l'età del Rame. Anche gli studi che sono stati fatti in loco sono durati molto tempo: diverse campagne archeologiche sono state condotte tra il 1971 e il 2007 e visto che l’area in oggetto si è rivelata molto ricca di resti, non sorprende che alcune zone debbano ancora essere investigate a fondo.

Curiosità

Come potrete approfondire durante una visita guidata, il sito presenta numerosi simbolismi legati alla dea madre. Uno di questi dona una sfumatura quasi dolce al rito della sepoltura che qui si praticava: le camere mortuarie sono spesso semicircolari, come un ventre materno e i corpi dei defunti vi erano depositati in posizione fetale. La fine della vita, probabilmente, era semplicemente un ritorno dalla madre.

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