Cos'è SharryLand

Abbiamo creato la Mappa delle Meraviglie dell’Italia rurale per dare voce all’immenso patrimonio naturalistico e culturale diffuso e per dare strumenti e strategie di sviluppo alle comunità locali attraverso la filiera corta. La piattaforma di SharryLand è l’ecosistema culturale e digitale che mette in rete le aree rurali e interne e dà una risposta alla frammentazione, allo spopolamento e ai bisogni delle comunità.

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I nostri valori portanti

Valorizziamo il territorio come bene comune, rafforziamo le identità locali e il senso di comunità.

Sosteniamo la rigenerazione e la crescita economica e sociale.

Sviluppiamo un turismo rurale consapevole e in contatto con le comunità locali.

Favoriamo lo scambio generazionale, la restanza e l’inclusione.

Facciamo sistema grazie a una piattaforma digitale e culturale condivisa ad accesso gratuito.

Persone e contenuti

Siamo la rete delle comunità che vogliono raccontare la loro identità: meraviglie locali, tradizioni, saperi, tipicità. E tutti possono partecipare a questa grande narrazione collettiva!

Il valore aggiunto sta nella cura. Un team di persone – non algoritmi – valida, organizza e affina ogni contenuto secondo standard qualitativi internazionali, affinché l’Italia rurale possa finalmente far sentire la sua vera voce.

Strumenti condivisi

Mettiamo a disposizione di Comuni e reti locali una piattaforma digitale condivisa, inclusiva e ad accesso gratuito. Uno spazio dove patrimonio culturale e comunità possono finalmente trovare voce.

Alimentiamo un ecosistema “glocale” che connette le aree rurali tra loro e le inserisce in una rete nazionale. Favoriamo la filiera corta con il marketplace “Compra locale”, diffondiamo su più canali e in più lingue e, soprattutto, liberiamo i territori dal peso di investimenti tecnologici complessi e costosi.

Progetti “glocali

La tecnologia è uno strumento al servizio dei progetti locali di resilienza e restanza. Lavoriamo fianco a fianco con i territori, costruendo reti geografiche e tematiche in cui il turismo rurale non è il fine ma diventa il mezzo per migliorare la qualità della vita.

Ogni progetto nasce dal basso e cresce attraverso soluzioni su misura, sviluppate insieme a chi vive e conosce profondamente il proprio territorio, nel rispetto della sua identità. Con uno sguardo lungo: generare valore, continuità e futuro.

Il nome SharryLand

SHARE è condividere. A SharryLand condividiamo le bellezze e i sapori del territorio, i valori della tradizione e dell’arte, le esperienze e i saperi delle persone.

+ CHERRY sono le Ciliegie, il nostro simbolo. Le belle esperienze sono come le ciliegie: una tira l’altra. Come le ciliegie, sono tante, allegre e appetitose, da gustare in compagnia.

+ LAND sono i territori, il “cestino delle ciliegie”, i luoghi della meraviglia e dell’esperienza. Sono il patrimonio culturale diffuso, fuori dai soliti circuiti, sono incontri con la gente locale, sono cibo storia arte natura tradizione…

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Siamo una Società Benefit

SharryLand srl è una PMI innovativa nata a Cittadella (PD) il 14 novembre 2017 da un’idea di Luigi Alberton condivisa con Maria Cristina Leardini e Paolo Bernardini. Il 27 maggio 2020, per le nostre finalità, siamo diventati una Società Benefit, esprimendo nel nostro statuto l’impegno ad avere un impatto positivo sul benessere sociale ed economico delle comunità e dei territori in cui operiamo. Le nostre attività rispondono agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 (in particolare 11, 8, 17). Credono nel progetto molti piccoli investitori e la Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore della Fondazione Cariplo (impact investing).

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Il principio di SharryLand

« Ogni mia azione ha senso se, e solo se, è un bene per tutti. » La nostra sfida è creare un potente volano per lo sviluppo territoriale aperto e collaborativo, che dia a tutti opportunità e valore.

Luigi Alberton
Founder e CEO, SharryLand

La relazione e i ponti

A incontra B.
Cosa succede? A racconta di sé, di quello che ha fatto, dei successi che ha ottenuto. B… pure.

Osserviamo meglio. In realtà, non c’è nessun “incontro” in atto. Ciascuno sta facendo promozione di sé. Non cerca una relazione con l’altro, un possibile terreno da percorrere insieme, unendo forze e competenze e intelligenze. Ciascuno è convinto di bastare a se stesso. Di non aver bisogno di nessun ponte. Al massimo gli manca uno sponsor.

Attenzione! Ora B sta facendo delle domande. Che sia un’apertura verso la relazione? Osserviamo meglio. In realtà, B sta chiedendo delle procedure, non dell’esperienza: gli interessa la meccanica delle cose, non la dinamica. Il come, non il perché. Dietro le domande, c’è un potenziale tornaconto personale, l’idea che applicando la stessa procedura, anche B otterrà il medesimo risultato, anzi un risultato migliore. A prescindere dal pensiero, dalla ricerca, dal percorso.

Non si è creato nessun ponte. Per creare un ponte, A e B, le due sponde, si dovrebbero riconoscere nella reciproca diversità, cogliere che c’è un gap da colmare, non solo tra A e B, ma anche in A, anche in B. Se le due sponde si credono uguali, che senso ha costruire un ponte? A e B dovrebbero avere l’umiltà di riconoscere non solo i propri talenti, ma anche i propri limiti, dovrebbero risvegliare la curiosità di voler conoscere e comprendere, il piacere di mettersi in gioco. A livello sociale, qualcosa sta succedendo, a macchia di leopardo, con l’andamento malcerto derivato dalla disabitudine: petizioni, movimenti spontanei, indignados, transizione, a volte vere e proprie rivoluzioni. Si comincia a riconoscere un principio di fondo: che ogni mia azione ha senso, ha valore, ha possibilità di crescere, se e solo se è un bene per tutti.
Intendo, per tutto il creato.

[2011 - scritto da Luigi Alberton]

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