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Montefalco: la ringhiera dell'Umbria

E ad agosto... attenti al Bove in fuga!

Dov'è

Umbria

06036 Montefalco PG, Italia (444m s.l.m.)

Indicazioni stradali
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Cos'è e dov'è

«Sorge alta e spavalda su un colle» – scriveva nel 1907 Hermann Hesse«e malgrado la sua aria apparentemente bellicosa è oggi uno dei luoghi più pacifici del mondo...» Montefalco occupa la sommità che domina le valli del Topino e del Clitunno, offrendo un panorama talmente ampio da giustificare l'appellativo popolare di ‘ringhiera dell’Umbria’. Il nome originario era Coccorone, mutato poi nell’attuale per compiacere l’imperatore Federico II, falconiere per antonomasia, che vi soggiornò nel 1240.

Perché è speciale

La forma urbis è esemplare: nel punto più alto del borgo risalta la piazza di forma pressoché circolare, scenografia medievale con il Palazzo del Comune, la chiesa di San Filippo Neri e i palazzi delle principali famiglie cittadine. Da questo punto centrale si stacca una raggiera di cinque strade in leggera discesa che suddividono in quartieri l’abitato. Il tutto, entro la cerchia di mura che segue l’andamento del colle, aperte dalle porte di Sant’Agostino, della Rocca e di San Bartolomeo.

Da non perdere

Ogni momento dell'anno è favorevole per visitare uno dei borghi più suggestivi dell'Umbria. Chi ama il folclore, le rievocazioni in costume e le sagre mangerecce, tuttavia, non dovrebbe mancare all'Agosto Montefalchese, tre settimane in cui eventi del più vario genere si susseguono a ritmo da batticuore. Il più spettacolare: «La fuga del Bove», una corsa a squadre – sei ragazzi di quartiere e un candido manzo chianino – che riprende in modo simpatico un'antica giostra cittadina.

Un po' di storia

Nell’antichità era la Via Flaminia, che transitava per Spoleto e Foligno, l’arteria pulsante di questa parte dell’Umbria. Montefalco la vedeva solo a distanza, ma ciò non le impedì di ospitare un centro religioso, il monastero di San Francesco, che nel Trecento veniva definito «di prestigio mondiale». Restano a testimoniarlo gli affreschi realizzati da Benozzo Gozzoli: Storie di San Francesco, opera di fama straordinaria, che nei secoli ha richiamato a Montefalco studiosi e appassionati di tutta Europa.

Curiosità

ll nome di Montefalco è indissolubilmente legato a un vino tra i più titolati d'Italia, il Sagrantino, tratto da un'uva a bacca rossa che è esclusivo vanto del comune, a quanto pare importata nel Medioevo da monaci bizantini. A testimoniarlo, nel monastero di San Francesco, sono le cosiddette Cantine dei Frati, ovvero gli ambienti del monastero destinati alla produzione di un vino che nella versione passita era considerato «da Messa», bevanda sacra, donde il nome che tuttora lo distingue.

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Consigliato da
Francesco Soletti

Molti associano Montefalco al Sagrantino e cercandone le origini scoprono un borgo d’incanto.

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