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La riscossa delle oche del Mondragon

Rinasce un'antica forma di allevamento con le delizie gastronomiche conseguenti.

Natura
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Sapori locali
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Dov'è

Veneto

Località Mondragon di Arfanta, 1, 31020 Tarzo TV, Italia (286m s.l.m.)

Indicazioni stradali
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Cos'è e dov'è

Il Mondragon (m 436) è un monte della morbida dorsale che accompagna la valle del Soligo. Da Conegliano si sale verso Tarzo lungo la strada del passo di San Boldo. Si sosta in paese per visitare la chiesa della Purificazione e poi si prosegue per Arfanta, la frazione comunale più alta (m 376). Da queste parti sono le sorgenti del torrente Lierza, che forma una delle valli più pittoresche del Trevigiano, scenario di un'antica forma di allevamento che ha ripreso fiducia negli ultimi decenni.

Perché è speciale

Passando su queste strade può capitare infatti di sentire un insolito starnazzare di oche e poi vederle muoversi in branco sui prati attorno a una fattoria. Uno spettacolo che sorprende e diverte per la simpatia che questi pennuti immancabilmente suscitano. Queste contrade sono infatti l'epicentro del risveglio dell'allevamento di questi animali da corte, tant'è che si parla ufficialmente di 'oca del Mondragon' col suggello di un apposito Presidio Slow Food per promuoverne le future sorti.

Da non perdere

L'oca è bella, ma è anche buona. D'altra parte siamo in campagna dove ogni forma d'allevamento ha come principale finalità la cucina. Nel caso dell'oca non c'è che l'imbarazzo della scelta, dai primi piatti in salsa alle carni lessate e arrosto. Doverosa citazione spetta tuttavia a un piatto della più schietta tradizione veneta: 'risi e bisi con l'oca in onto', ovvero quel risotto all'onda con i piselli che in primavera ancora oggi qualcuno arricchisce con bocconcini d'oca conservata nel suo grasso.

Un po' di storia

L’oca è stata oggetto di diffuso allevamento nelle terre ricche d’acque del Veneto orientale dove veniva allevata allo stato libero con un'alimentazione a base di granella di mais. I volatili venivano portati al mercato nell’imminenza dell’11 novembre, giorno di San Martino e delle tante fiere che salutavano la fine dell’anno agrario. La carne d'oca è particolare per sapore e ricchezza, proprio per questo adatta all’arrosto, specie allo spiedo, ancora oggi un piatto da grandi occasioni.

Curiosità

In Veneto l’allevamento dell’oca ha trovato per diversi secoli motivazione nella richiesta delle comunità ebraiche: le carni di questo volatile, infatti, offrivano valida alternativa a quelle di maiale, interdette ai giudei, sia nel consumo fresco che nella conservazione. È una tradizione che trova oggi riscontro in una raffinata produzione di salumi (petti, prosciutti e salami, anche affumicati) e conserve (pâté, ragù).

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Francesco Soletti

Simpatici pennuti... quando poi ce ne sono cento che corrono sull'erba!