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Meraviglia
Meraviglia  }  Archeologia

Altilia Saepinum

Un sito archeologico dimenticato ma non troppo

Dov'è

Molise

SP82, 86017 Sepino CB, Italia (638m s.l.m.)

Indicazioni stradali
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Cos'è e dov'è

Delle eleganti mura aperte da quattro porte che consentono di accedere alla città. Si passeggia comodamente fra le strade ancora ben lastricate, ammirando quelli che una volta erano stati negozi, templi, case. Non mancano il foro, la basilica, le terme, perfino il mercato del bestiame. Ogni angolo ci parla della vita che qui conducevano gli antichi romani. Pompei? Eh no, Pompei non c’entra. Siamo in Molise, in provincia di Campobasso, nell'antica Saepinum.

Perché è speciale

Per qualche motivo questo luogo è rimasto fuori dai percorsi turistici: nonostante il suo enorme valore storico e artistico, non è mai stato trasformato in un’attrazione. Mancanza di fondi, mancanza di interesse, o colpo di genio? Certo, l'assenza di cartelli che spieghino cosa si sta vedendo, rende difficile orientarsi fra le rovine e capire cosa queste siano state, però guardiamo la cosa sotto un altro aspetto: quando capita di poter entrare in un sito archeologico completamente liberi di fare le proprie congetture e di vivere delle emozioni trasportate dal tempo?

Da non perdere

Che dire... Tutto! Dall’esterno, la cinta muraria ancora protegge questo tesoro. Le quattro porte monumentali ci catapultano nel II secolo d.C. e per quanto si tratti solo di rovine, pure questi frammenti si uniscono e creano l’illusione di essere tornati indietro nel tempo, quando al posto di fondamenta e colonne c’erano edifici e templi.

Un po' di storia

La prima organizzazione del centro abitato risale al II secolo a.C. in una zona che corrispondeva al crocevia di importanti percorsi della transumanza. Proprio da qui deriva la rilevanza della città, che grazie alla sua posizione godeva di un prospero commercio. Raggiunse il suo apice in età augustea, quando vennero edificate le mura, si ristrutturarono i principali edifici e se ne costruirono di nuovi. Il declino cominciò nel VI secolo con la guerra greco-gotica, per arrivare poi all'abbandono del centro abitato a metà del IX secolo, quando la popolazione fu spinta dalle incursioni dei Saraceni a rifugiarsi sulle alture circostanti, dando il via alla nascita dei castelli.

Curiosità

Alcuni degli edifici oggi visibili non sono certo di epoca romana. Si tratta di case rurali del XVIII secolo costruite sulle antiche rovine e che danno un insolito sapore alla scena, quasi come nei quadri dei paesaggisti dell’800 che amavano mischiare elementi architettonici di epoche diverse.

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Consigliato da
Alessandra Lana

La bellezza di un sito archeologico unita alla spontaneità di una passeggiata in campagna.

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