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Tempio malatestiano di Rimini

Il Tempio Malatestiano spicca nel cuore di Rimini coi suoi marmi candidi come un un grandioso monumento pagano

Storia
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Arte
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Dov'è

Emilia-Romagna

Via IV Novembre, 35, 47900 Rimini RN, Italia (0m s.l.m.)

Indicazioni stradali
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Cos'è e dov'è il Tempio Malatestiano di Rimini

Noto anche come Cattedrale di Santa Colomba, è il più celebre monumento di Rimini ed è un capolavoro assoluto dell'architettura rinascimentale italiana. Pur essendo una chiesa cattolica a tutti gli effetti, la struttura si presenta come un tempio romano, omaggio ad un’antichità classica appena riscoperta.

Un po' di storia

L'edificio sorge sul sito di una preesistente chiesa gotica del XIII secolo, intitolata a San Francesco e utilizzata come luogo di sepoltura dai Malatesta, la famiglia che governava la città. La trasformazione avvenne nel 1447, quando il signore di Rimini, Sigismondo Pandolfo Malatesta, decise di trasformare la cappella in un mausoleo che celebrasse la fama della famiglia. Nel 1450, il progetto di ristrutturazione fu affidato al celebre architetto e umanista Leon Battista Alberti. L'architetto, consapevole che la vecchia chiesa non avrebbe retto il peso della ristrutturazione, racchiuse la vecchia struttura medievale con un audace guscio di marmo bianco autoportante e separato dalla chiesa da un’intercapedine, guscio che si può percepire bene sul lato sinistro dell’edificio e che fu realizzato con materiali di recupero provenienti dalle rovine di Classe. I lavori, tuttavia, non furono mai portati a termine a causa del rapido declino politico ed economico di Sigismondo, scomunicato da Papa Pio II, quindi la parte superiore della facciata è rimasta visibilmente incompiuta.

Perché è speciale: la decorazione che fece inorridire il Papa

La caratteristica che rende unico il Tempio Malatestiano è la sua affascinante fusione tra sacro e profano. All’interno, la tradizionale simbologia cristiana è quasi assente, sostituita da una ricchissima decorazione ispirata alla filosofia neoplatonica e alla mitologia greca e romana. Agostino di Duccio, autore dell’apparato decorativo, vi celebra la gloria terrena di Sigismondo Malatesta e il suo profondo legame con la terza moglie, Isotta degli Atti. Il tempio ha una struttura a navata unica fiancheggiata da otto cappelle, quattro sul lato destro e quattro sul lato sinistro, separate da grandi arcate gotiche. Non vi troverete santi o immagini sacre ma bassorilievi candidi su fondo azzurro che rappresentano segni zodiacali e pianeti, angeli e putti giocosi, profeti e sibille, personificazioni delle arti liberali. Il Papa del tempo, orripilato da tale scelta si spinse a definire la struttura come un «tempio di adoratori di demoni» e a scomunicare chi l’aveva voluta.

Da non perdere: il Crocifisso di Giotto

Per chi visita il Tempio, c'è un'opera d'arte che merita una sosta prolungata: il celebre Crocifisso di Giotto che si trova sospeso dietro l'altare maggiore. Il corpo di Cristo è rappresentato con un realismo drammatico e umano straordinario per l'epoca, privo delle rigidezze medievali. Oltre a questo capolavoro della pittura gotica, il Tempio ospita lo splendido affresco del 1451 di Piero della Francesca, che ritrae Sigismondo Malatesta inginocchiato davanti al suo santo protettore, San Sigismondo.

Una curiosità: il monogramma

In ogni angolo del Tempio, sui pilastri e nelle cappelle, si ripete un monogramma segreto, con le lettere S e I intrecciate. È sicuramente un tributo d'amore di Sigismondo per Isotta degli Atti, ma rappresenta anche il concetto esoterico della coincidenza degli opposti (il maschile e il femminile, il Sole e la Luna) e imita il nodo salomonico, simbolo di legame indissolubile tra divino e umano, e talismano contro le influenze negative.

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La Mappa ringrazia:

Consigliato da
Patrizia Iome

Emozionante per chi ama storia dell’arte, imprescindibile per gli appassionati del Rinascimento che si trovano davanti alle sue origini

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