
Scilla: nella luce del tramonto, il belvedere di Punta Pacì
Da una parte la Costa Viola e dall'altra lo Stretto, sospeso su quel che di meraviglioso sott'acqua corrisponde ai colori del mare
Dov'è

Il colore del mare e i suoi fondali
Il mare che abbraccia punta Pacì ha colori che lasciano presagire fondali interessanti. Al seguito dei divers di Scilla, infatti, superato un fondale di rocce sparse, ci si troverebbe a seguire due costoni paralleli, scolpiti a gradoni, che scendono rapidamente fino a 20 metri di profondità via via più ricchi di vita. Scendendo ancora si entra nella fascia delle gorgonie giallo-rosse tra le quali occhieggia qualche cernia bruna mentre piccoli pesci di scoglio si muovono a sciami. Spettacolo ancor più emozionante è però quello di ricciole e barracuda che incrociano nelle acque aperte sulle tracce di banchi di pesce azzurro.
Cosa fare a punta Pacì: snorkeling e grotte
Pinna, maschera e boccaglio è quanto basta per praticare lo snorkeling lasciando che sia l'immaginazione a dare contorni più netti a quel che si intravede nel blu profondo. Nuotando a fior d'acqua, però, si possono raggiungere le grotte che si aprono in questo tratto di costa. I nomi che le contraddistinguono seguono il filone omerico: grotta di Polifemo, grotta di Circe... personaggi dell'Odissea tra i più popolari. Poi c'è anche la grotta di Glauco, divinità marina che per la sua natura troppo squamosa si vide rifiutato dalla ninfa Scilla, donde la vendetta che trasformò l'amata nella sanguinaria fiera dalle sei teste canine, terrore dei naviganti.
Dal belvedere al mito di Glauco
Questo porta infine a parlare del busto di bronzo che si trova sul belvedere: rappresenta il pesarese Ercole Morselli (1882-1921), personaggio dalla vicenda romanzesca, che come scrittore trovò il suo maggiore successo nel dramma Glauco, rappresentato in teatro a Roma nel 1919 e ripreso in chiave operistica nel 1922. Morselli reinterpreta il mito classico nella sua caratteristica chiave antieroica, scrivendo di un pescatore che nella sua ricerca d'avventura giunge a ottenere l’immortalità ma, trovata defunta l’amata al suo ritorno, comprende la vanità di ogni cosa. Un successo, che sicuramente contribuì a riportare sulla ribalta Scilla negli anni in cui cercava di riscattarsi dal grande terremoto del 1908.
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