

Scilla: la Marina Grande
A ponente del promontorio, è la contrada attorno alla chiesa dello Spirito Santo, in origine marittima e oggi balneare, lungo la bellissima spiaggia delle Sirene
Dov'è

Marina Grande: l'antico borgo dei pescatori
Sul lato di ponente del promontorio di Scilla la corrente dello Stretto ha formato una lunga spiaggia falcata. Proviamo a immaginare gli anni in cui i pescatori ogni sera tiravano in secca le loro barche a forza di braccia, e le loro voci quando salpavano una di quelle sciabiche a semicerchio per la pesca delle alici. Questo suggeriscono le foto d'epoca, che mostrano come al piede del promontorio si trovassero i cantieri dei maestri d'ascia con le barche in costruzione, i magazzini delle merci e le rimesse del necessario all'andar per mare. Attorno ad essi col tempo si aggregò un quartiere di palazzetti, propriamente detto di Santo Spirito, dalla chiesa che vi fu costruita a metà del Settecento. Si era soliti, però, chiamarla Marina Grande ed è così ancora oggi, che la spiaggia è un arcobaleno di ombrelloni e la strada che la accompagna un susseguirsi di stabilimenti balneari e ristoranti.
Perché è speciale: la spiaggia delle Sirene
Dal centro del paese è gradevole centellinare le scalinate che scendono tra le case e i giardini. Dall'alto si colgono i colori cristallini del mare che corrispondono ai fondali mossi che confermano la natura rocciosa della Costa Viola. Fanno eccezione poche spiagge, come questa: sabbia fine e dorata con un bordo di ghiaia sottile lungo la battigia che solletica i piedi scendendo in acqua. La spiaggia delle Sirene, appellativo coniato pensando al celebre episodio dell'Odissea con Ulisse legato all'albero della sua nave per resistere al loro canto. C'è anche uno scoglio semisommerso che si collega al racconto omerico, anche se oggi lo si cita più che altro come sito d'immersioni. Infine, volgendo lo sguardo all'indietro, le colline della conca coltivata e il versante boscoso che s'impenna verso l'Aspromonte, cornice che solo la Calabria tirrenica sa offrire al mare.
Da non perdere: la Marina Grande al tramonto
Dal centro storico è emozionante scendere alla Marina Grande quando il tramonto infiamma il mare e fa risaltare il profilo delle isole Eolie all'orizzonte. È anche il momento più suggestivo per varcare la soglia della chiesa dello Spirito Santo, consacrata nel 1752 e sopravvissuta ai due grandi terremoti del 1738 e del 1908; con la sua singolare facciata tardo-barocca appare all'improvviso in una piazzetta che s'affaccia di scorcio alla Marina. All'altare maggiore, La discesa dello Spirito Santo, dipinto donato nel 1799 da re Ferdinando IV alla confraternita che reggeva la chiesa, segno inequivocabile della rilevanza della marineria di Scilla negli anni del Regno di Napoli.
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La Mappa ringrazia:
Scilla, dove peschiamo sorrisi – Comune di Scilla – PNRR Ministero della Cultura M1C3, Mis. 2, Inv. 2.1 “Attrattività dei borghi storici” – Finanziato dall’Unione europea, NextGenerationEU – CUP: F79I22000150006 – CIG B8DCA761AB
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