

Scilla: «Evviva Sant'a Roccu», la festa del Patrono
Le celebrazioni e poi tutti in piazza per il Trionfino, rituale pirotecnico che suggella due giorni di giubilo cittadino
Dov'è

Il culto di San Rocco
Il culto di San Rocco si afferma a Scilla attorno alla metà del Settecento, quando si considerò un miracolo l'aver scampato l'epidemia di peste che pochi anni prima aveva fatto strage nelle altre città dello Stretto. Merito del santo pellegrino e taumaturgo, così ci si convinsero a Scilla, che l'avevano conosciuto frequentando i fondaci di Venezia, città che dalla peste era più volte uscita invocando la sua intercessione. La riconoscenza degli scillesi fu tale da volerlo come patrono al posto di San Giorgio, giungendo nel giro di pochi anni a consacrargli una nuova chiesa.
Cosa vedere: la chiesa neoclassica
Varcandone la soglia, lo sguardo corre all'altare maggiore, davvero notevole per forme neoclassiche e marmi policromi. Il punto focale è però la nicchia dorata con la statua alabastrina di San Rocco, rappresentato come di consueto in abbigliamento da pellegrino, nell'atto di mostrare un bubbone della peste sulla gamba. Opera quattro-cinquecentesca, si ritiene che possa essere di artista veneziano, proprio per la consuetudine che gli scillesi avevano con la Serenissima.
La «Iurnata i Santa Rroccu»
Nella ricorrenza del Santo, volendolo portare in processione per le vie cittadine, si rese necessaria un'effigie più pratica da maneggiare di quella presente nella chiesa. Ecco dunque il senso della statua lignea, a grandezza naturale, di ignoto autore settecentesco, che quasi ruba la scena all'icona più preziosa. Nell'imminenza del fine settimana successivo al 16 agosto, dunque, si scelgono i portatori che in squadre di dodici avranno l'onore di scorrazzarla su e giù per le strette gradinate dei quartieri di Scilla al suono della banda civica: il sabato tra Chianalea e Marina Grande;; la domenica nel quartiere di San Giorgio, terminando il giro nel piazzale davanti alla chiesa patronale.
Il clou della festa, il Trionfino: la statua in corsa e i fuocih artificiali
Il momento chiave della festa giunge alla sera, quando il Santo viene fatto sfilare di corsa di corsa sotto una cascata di fuochi d’artificio, girandole, fontane e razzi. È il cosiddetto Trionfino, al grido di «Evviva Sant'a Roccu», uno spettacolo pirotecnico unico nel suo genere, che richiama in piazza non solo tutta la popolazione e i turisti del momento, ma anche tanti emigranti che tornano al paese anche per questo. Poi, festosamente, si attende la mezzanotte quando la spiaggia della Marina Grande si riempie di folla per assistere ai fuochi d'artificio sul mare, suggello della «Iurnata i Santa Rroccu».
Entra nella Mappa delle Meraviglie dell'Italia da scoprire e trova tesori dove meno te l'aspetti... Ispirati, Consiglia, Condividi...
Collezioni
La Mappa ringrazia:
Scilla, dove peschiamo sorrisi – Comune di Scilla – PNRR Ministero della Cultura M1C3, Mis. 2, Inv. 2.1 “Attrattività dei borghi storici” – Finanziato dall’Unione europea, NextGenerationEU – CUP: F79I22000150006 – CIG B8DCA761AB