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Scilla: Chianalea, piccolo borgo di pescatori

All'ombra del Castello s'allunga il quartiere marinaro che offre l'immagine più pittoresca di Scilla ed oggi anche la sua più vivace passerella turistica

Storia
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Borghi
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Sapori locali
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Dov'è

Calabria

89058 Scilla RC, Italia (0m s.l.m.)

Indicazioni stradali
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Cos'è e dov'è Chianalea, borgo di Scilla

Chianalea, il borgo marinaro di Scilla si allunga a ridosso del suo promontorio, ovvero nella fascia costiera più protetta dalle correnti, tant'è che è tutta una scogliera. Per entrare nello spirito del luogo si provi a immaginare la rada affollata di quelle galee a vela latina che per secoli sono state protagoniste dei commerci mediterranei, e per quel riguarda Scilla, specialmente con Venezia.

Perché è speciale: borghetto di pescatori e Signori

Nel nome di Chianalea si riconoscerà allora l'appellativo di 'Piana delle Galee'. Sulla scogliera, una cortina di costruzioni, interrotte solo da qualche discesa gradonata a mare: un tempo, case di pescatori e marittimi, ma anche qualche dimora di rango che in origine fu degli armatori di quelle flottiglie. Percorrendo la strada interna, parallela alla riva, è dunque un susseguirsi di scorci ma anche, nell'odierna dimensione turistica del borgo, una continua tentazione di shopping e buona tavola tra le bouganville fiorite.

Da non perdere: Scaro Alaggio

L'angolo più fotogenico di Chianalea è senza dubbio lo Scaro Alaggio, lo scalo dove il piccolo naviglio da pesca viene ancora oggi tirato a secco. Qui la schiera delle costruzioni a mare si apre e non è un caso che vi risalti la residenza più significativa del borgo, il settecentesco palazzo Scategna: portale in pietra di Siracusa con stemma nobiliare, due piani ritmati da finestre con belle cornici modanate, un piano di magazzini a mare; passato di mano in mano tra le famiglie più in vista di Scilla, oggi è un albergo d'atmosfera con ristorante su palafitta a mare, così per dare un'idea del tenore turistico della località.

La chiesa di Santa Maria di Porto Salvo

Un altro slargo che si incontra percorrendo il borgo è il sagrato della Chiesa di Santa Maria di Porto Salvo, patrona dei marinai di Scilla, specie quelli dediti alla pesca dello spada, un tempo riuniti in confraternita. Per questo la chiesa è ancora oggi al centro di una sentita celebrazione, l'ultima domenica di agosto, quando l'officiante dapprima incorona la statua della Madonna col Bambino e onora anche i Santi Cosma e Damiano che l'affiancano, poi la porta in processione fino allo scalo dove verranno commemorati i morti del mare e chiesta l'intercessione per una buona stagione di pesca. Giunta la sera, gran finale con i fuochi d'artificio sparati da una chiatta galleggiante.

Il porticciolo e la pesca del pesce spada

All'estremo interno del quartiere si sviluppa il porticciolo, sulla punta, proprio sotto il Castello. Percorrere il molo che racchiude la cala d'ormeggio è sempre piacevole, sia per la nuova prospettiva che si ha del borgo, sia per la curiosità che suscita l'attività dei pescherecci. Tra le barche ormeggiate, saltano all'occhio quelle per la pesca del pesce spada, le cosiddette 'feluche', motorizzate, con l'altissima antenna della vedetta e la passerella di prua dalla cui estremità viene scagliato l'arpione. Il momento clou della loro giornata è ovviamente al loro rientro con lo sbarco del pesce e la cornice di commenti del crocchio di gente, tra locali e forestieri, che immancabilmente si forma.

La Mappa ringrazia:

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