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Meraviglia
Meraviglia  }  Luogo

Santuario di Beato Sante

Luogo sacro e silenzioso entro il grembo boschivo di dolci colline

Dov'è

Marche

Beato Sante, Pesaro e Urbino, Marche, 61024, Italia (426m s.l.m.)

Indicazioni stradali
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Cos'è e dov'è

Una chiesa in mattoni di cotto rosato con campanile, un portico ad archi a tutto sesto e un sagrato riparato dal sole da giganteschi lecci. Acciambellato sul colle Scatoneto, l'insieme del complesso conventuale e della Chiesa, in origine un romitorio francescano del XIII, è privo di sfarzosa solennità; stupisce piuttosto per l’atmosfera accogliente che si respira in ogni angolo. Si accede risalendo una maestosa scalinata o parcheggiando l’auto sul retro e percorrendo un breve tratto di strada in salita. Tutt’intorno, un boschetto avvolge il Santuario e invita all’ascolto della natura.

Perché è speciale

Forse sono proprio la semplicità e l'assenza di sfavillanti distrazioni a dare un tocco unico al Santuario. La Chiesa è di semplice fattura: a due navate con un presbiterio provvisto di un altare del 1638 e un imponente crocefisso di grande valore artistico, attribuito a Ferrer Bassa (prima metà XIV sec.). La Cappella del Beato Sante, custode delle reliquie di Giansante, è il cuore del Santuario. Chiudono la visita il chiostro, opera di Girolamo Genga, la base del campanile settecentesco, considerato ancora oggi uno dei migliori esempi locali di torre campanaria, la pinacoteca.

Da non perdere

Una passeggiata nel bosco, lasciandosi invitare da uno dei vari sentieri segnati, è un'ottima occasione per entrare in intimità con questo luogo che sprigiona un fascino antico. Nella penombra, la varietà di piante, tra cui querce, lecci, castagni e noccioli, si confonde nell'abbraccio di rampicanti. È un bosco vecchio e misterioso nel quale i primi frati si aggiravano per costruire la loro chiesa e, tutt'intorno, le loro capanne...

Un po' di storia

Questo romitorio conobbe una svolta per merito di Giansante Brancorsini. Figlio di una ricca famiglia di Montefabbri, dopo aver ucciso in una lite un suo compaesano, fece penitenza lasciando la vita agiata e gli studi universitari e rifugiandosi nel convento di Santa Maria di Scatoneto per vestire l'abito francescano. Svolse sempre le mansioni più umili e mai volle diventare sacerdote e servire l'eucarestia.

Curiosità

Da oltre trent'anni, nel mese di maggio si celebra la Festa degli Alberi e dei Prodotti Tipici Locali: una manifestazione nel bosco del Santuario dedicata alla natura e ai prodotti agroalimentari e artigianali.

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Consigliato da
Michela Cassano

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