Renato guttuso e la scuola di scilla
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Renato Guttuso e la Scuola di Scilla

Due stagioni artistiche memorabili, con il maestro siciliano al centro di un'estemporanea accademia, che contribuì a far conoscere le bellezze di Scilla

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Dov'è

Calabria

89058 Scilla RC, Italia (0m s.l.m.)

Indicazioni stradali
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1947, Guttuso arriva a Scilla

Correva l'anno 1947 quando il pittore siciliano Renato Guttuso, già ben noto rappresentante del movimento del Realismo Socialista, approdò a Scilla su invito di alcuni intellettuali che già la frequentavano. Conquistato dall'atmosfera del luogo, vi tornò negli anni successivi stabilendosi con altri artisti della sua cerchia nella cosiddetta Casa Rossa, ancora oggi facile da individuarsi nella parte bassa della Marina Grande, Vico Spirito Santo, con la scogliera del promontorio di là dalla strada che lo aggira verso il porto.

La Scuola di Scilla

Fu così che nell'estate del 1949 prese forma l'idea di un'estemporanea Scuola di Scilla. Oltre al pittore messinese Saro Mirabella, che a Guttuso era particolarmente vicino, vi ebbero ruolo vari artisti che in un modo o nell'altro condividevano la vicenda artistica e politica di quegli anni: Vincenzo Ciardo, Giuseppe Marino, Giuseppe Mazzullo, Giovanni Omiccioli, Antonio Scordìa, Tono Zancanaro... e si può bene immaginare il clima di una simile accademia estiva sullo sfondo di Scilla e del suo mare.

Le opere della prima fase

Tornando a Guttuso, l'ispirazione di quel primo anno si evince dal titolo di alcune delle sue opere: per esempio Mareggiata sullo Stretto, come verosimilmente l'avrà osservata dalla finestra della casa che occupava con l'amata Mimise, oppure Bambini di Scilla, avendone osservati alcuni che raccoglievano granchi tra gli scogli. Ma soprattutto La pesca del pesce spada, che non solo ne documenta in maniera didascalica l'azione, ma riesce anche a evocare la spasmodica tensione di chi ne attendeva l'esito.

La Scuola di Scilla si sposta a Chianalea

Nell'estate del 1950 la Scuola si trasferisce a Chianalea, in un palazzetto seicentesco affacciato al mare (Via Annunziata 95), dove Guttuso attrezzò una stanza a studio per sfruttare la luce dell'alba e dare forma all'ispirazione a suo dire maturata nella notte. Solo a raccontarlo, sembra di vederlo intento alla tela. Balcone a Scilla è forse il titolo più evocativo di questo secondo ciclo di opere del maestro, circondato dal riguardo degli scillesi, che ormai lo consideravano un concittadino onorario.

L'amore per Scilla dopo l'esperienza della Scuola

Gli artisti della Scuola continuarono a frequentare Scilla a lungo ma in ordine sparso, come Guttuso che vi fece spesso ritorno con Marta Marzotto, la musa che lo ispirò nella maturità. Circostanza significativa, che va ben oltre la coincidenza, Scilla 1974, l'ultima opera che il maestro dedicò a questo suo luogo del cuore, fu compiuta nello stesso anno della Vucciria, la grande scena del mercato di Palermo che è il suo più riconosciuto capolavoro.

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