

La Madonna di Ognissanti, capolavoro del Battistello
La grandiosa pala d’altare del discepolo di Caravaggio racconta un Paradiso di grande umanità
Dov'è

Dov’è il capolavoro di Giovan Battista Caracciolo
Come tante opere d’arte, anche la Madonna di Ognissanti – forse il capolavoro assoluto di Giovan Battista Caracciolo, detto il Battistello (Napoli 1578-1635) – ha avuto molte vicissitudini: anni o secoli di oblio, arrotolata in un magazzino, rubata e ritrovata, poi finalmente restaurata nel 2014, collocata provvisoriamente in un’altra chiesa, esposta in una mostra importante a Napoli, ed oggi finalmente di nuovo a casa, sull’altare maggiore della Chiesa Matrice di Stilo. Un altro fiore all’occhiello di questa straordinaria cittadina della Locride.
La visione del Paradiso
Al centro dell’enorme tela (4,15 x 3 metri) c’è la Vergine Maria con in braccio il Bambin Gesù benedicente. Maria è circondata da una vera e propria folla di santi, in un fitto intreccio di sguardi e movimenti, così realistici che ci sembra quasi di sentire il brusio delle loro voci e delle loro preghiere. Il gioco di sguardi, l’onda dei gesti, salgono tutti verso di Lei, oasi di pace e di ascolto e «avvocata nostra» presso Dio. È così che Battistello immagina il suo Paradiso. È il 1618.
Leggere il quadro
La composizione è rigorosa: in alto la «Chiesa trionfante», con al centro la Madonna e il Bambino circondati da angioletti; in basso la «Chiesa militante», con gli apostoli Pietro e Paolo al centro, come colonne portanti della Chiesa. Il restauro della tela ha rivelato gli influssi caravaggeschi, la luce calda e radente che illumina volti, braccia e mani ed esalta gli ocra e i rossi delle vesti. Ed ecco che questi santi ci appaiono in tutta la loro umanità e fisicità: nessuna aureola dorata, ma uomini che agiscono nel mondo e mettono in atto la parola di Dio.
Chi sono i Santi del Paradiso di Battistello
A sinistra della Vergine: sant’Anna, san Francesco di Paola, san Francesco d’Assisi e san Giovanni Battista; alla sua destra, san Giuseppe e i santi diaconi Stefano e Lorenzo. Nel registro inferiore, a sinistra di Pietro e Paolo ci sono i quattro Evangelisti e a destra i Dottori della Chiesa. Alle loro spalle, altre figure emergono dall’ombra: gli apostoli, le vergini e, a sinistra, Maria Maddalena e Marta, simboli della vita contemplativa e della vita attiva.
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