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Meraviglia
Meraviglia  }  Folklore

La Chioccia d'Oro

Una leggenda dal Parco della Maremma

Dov'è

Toscana

Via del Bersagliere, 2, 58100 Alberese GR, Italia (21m s.l.m.)

Indicazioni stradali
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In una notte di tanti anni fa, un giovane cacciatore, sorpreso da un temporale, si avviava verso i ruderi di San Rabano in cerca di riparo. Avrebbe acceso un bel fuoco e si sarebbe riscaldato in attesa che il temporale si calmasse. «Proprio una serata da lupi», pensò tra sé. Poi, vedendo sbucare da un cespuglio un grosso gatto nero, si corresse: «Anzi, da gatti!» Ma che strano quel gatto, che invece di cercare riparo rimaneva lì in mezzo al sentiero ad impedirgli il passo e lo fissava con quegli occhi verdi, gelidi e saturi di malvagità. «Vattene o ti do una pedata» gridò il giovane. Il gatto non si mosse. «Vattene, in nome di Dio, o ti sparo», esclamò. Al nome di Dio il gatto fece un balzo e sparì in un cespuglio.

Il giovane si rincuorò con un segno di croce e proseguì la sua strada. Ma ecco ora venirgli incontro un frate dalla tonaca nera e uno strano copricapo. «Che buffi incontri questa sera» borbottò il giovane. «Dove mai andrà questo frate in una notte di tempesta?» Erano ormai vicini ma il giovane non avvertiva alcun rumore di passi. Il vento, che pure era impetuoso, non muoveva la tonaca nera ed anche l’acqua pareva scivolare sul frate senza bagnarlo. Avanzava dritto e sicuro nella tempesta senza nemmeno piegarsi contro il vento. «Brutta serata, padre» balbettò il ragazzo. Ma non ebbe risposta e l’aria sembrò farsi gelida mentre una strana fosforescenza illuminava per un attimo la scura figura. Il giovane si girò per vederlo meglio, ma il frate era sparito. Tutte le storie dei fantasmi che abitano le torri sparse sui poggi dell’Uccellina gli si affacciarono alla mente e si mise a correre a gambe levate.

Arrivò finalmente alla torre di San Rabano. Stava per accendere il fuoco quando, sopra il rumore della pioggia e del vento, sentì un pigolio e un chiocciare che lo stupì. Ma anche a questo trovò risposta: qualcuno dei dintorni doveva aver fatto di quel luogo abbandonato un pollaio o forse qualche chioccia smarrita vi aveva portato al riparo i suoi pulcini. Alzò il fiammifero verso l’angolo buio e rimase immobile e senza fiato, come folgorato. Questa volta i capelli gli si rizzarono davvero sul capo: nell’angolo una grossa chioccia d’oro stava chiamando a raccolta i suoi dodici pulcini, anch’essi d’oro!

“maremma-leggenda-chioccia-d-oro”Franz Marc, Tiershicksale, 1913 (Public Domain)

Dovete sapere che secondo un’antica leggenda maremmana ogni cento e più anni, durante una notte di tempesta, esce da un nascondiglio misterioso nei pressi di San Rabano una chioccia tutta d’oro con i dodici pulcini d’oro: chi, vedendola, ha il coraggio di seguirla e di subire le terribili prove che gli spettano, troverà il tesoro nascosto in quei paraggi. «Al nonno di tuo nonno capitò questa fortuna – gli aveva narrato sua nonna – ma se la lasciò scappare per quattro fantasmi che si trovò tra i piedi. E per giunta ritornò a casa con i capelli tutti bianchi e gli occhi da vecchio».

Poco più in là sulle scogliere di Cala di Forno il mare urlava come impazzito. Quindi quel gatto e quel frate erano fantasmi che volevano impedirgli di avvicinarsi alla torre per proteggere la misteriosa chioccia. Mentre come lampi questi pensieri gli attraversavano la mente, la chioccia, chiamati a raccolta i piccoli, s’incamminò adagio. Poi, sempre più decisa, si avventurò allo scoperto fino allo sperone di una roccia vicino a folto cespuglio. Il giovane la seguì: lui non si sarebbe lasciato sopraffare dallo spavento come quel «nonno di suo nonno». Avrebbe recuperato il tesoro.

Chioccia e pulcini sparirono dentro una cavità della roccia. Il giovane li seguì nello stretto passaggio. Camminò così a lungo che perse la cognizione del tempo. A un tratto un soffio gelido lo fermò all’ingresso di una grotta nera e profonda. Strani rumori venivano dall’interno, e si facevano più vicini. A un tratto qualcosa di freddo lo sfiorò e un bagliore rivelò una scena incredibile: la caverna era grandissima e piena di forzieri dai quali scaturiva un bagliore che illuminava l'oscurità: scintillio di diamanti, rubini, smeraldi, perle e monete d’oro e d’argento.

Accanto a ciascun forziere, un guardiano diabolico: monaci, cavalieri con le armature, pirati. Sopra un forziere soffiava minaccioso il gatto nero; la sagoma del frate incontrato per il viottolo si distingueva da quella degli altri frati, per lo strano copricapo che poggiava sopra a nessuna testa! Al centro, circondata dai suoi pulcini, c’era la chioccia d’oro. Poi tutti iniziarono a muoversi verso il giovane e lo circondarono. La chioccia prese a beccarlo ferocemente, il gatto a graffiarlo mentre i fantasmi lo tenevano bloccato. Con uno sforzo immane il giovane si liberò e con un urlo forsennato si lanciò verso l’apertura. Corse, corse per il lungo corridoio finché non sbucò all’aperto, ma qui le forze gli mancarono e cadde svenuto.

“maremma-leggenda-chioccia-d-oro”Franz Marc, Im Regen, 1012 (Public Domain)

Quando riprese i sensi il sole era alto. Il ragazzo si guardò attorno, incredulo, ma niente somigliava allo scenario infernale della notte scorsa. Aveva fatto forse un orribile sogno? Ma il mucchietto di legna preparato per il fuoco era una realtà e vere erano anche le beccate della chioccia e i graffi del gatto nero, che ancora gli dolevano. Riconobbe l’angolo dal quale aveva visto uscire la gallina d’oro ma non riuscì a trovare la cavità in cui l’aveva seguita. Ed era vero anche il tesoro. Lo aveva visto bene ed aveva visto anche i feroci custodi che lo avrebbero ucciso se non avesse avuto la forza di sottrarsi al maleficio.

Ancora incredulo e spaventato, si rimise in cammino per tornare a casa. Era sfinito, ma felice di essere salvo. Quando arrivò a casa, la nonna gettò un grido e scoppiò a piangere. Il giovane corse a guardarsi nello specchio e rimase allibito, cosa era successo? Il suo ciuffo biondo e folto era ormai un mucchietto di capelli bianchi e negli occhi, scomparso ogni splendore giovanile, era rimasto il segno incancellabile della terribile esperienza.

Ogni cento e più anni la chioccia d’oro intraprende la sua misteriosa passeggiata e il tesoro è ancora nascosto là, sui poggi dell’Uccellina.

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Consigliato da
Simone Fiderigo Franci

C'è stato un tempo in cui le foreste erano popolate da miti e leggende, e chi si fosse trovato ad attraversarle di notte, sicuramente avrebbe assistito a qualche prodigio, come qui, nei dintorni del monastero di San Rabano.

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