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Il pesce spada, principe dello Stretto

Tra Scilla e Bagnara Calabra si pratica una pesca, anzi un'arcaica caccia con l'arpione: quella del pesce spada

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Dov'è

Calabria

89058 Scilla RC, Italia (0m s.l.m.)

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La «caccia» al pesce spada: un po' di storia

Chissà quali sono gli stimoli che inducono questo grande pesce pelagico (Xiphias gladius) a convergere verso lo Stretto di Messina quando tra aprile e settembre scatta il richiamo della natura. Fatto sta che l'uomo ne approfitta da tempo immemorabile impegnandosi in un confronto che un tempo poteva dirsi epico: a bordo di lance per così dire «da corsa», spinte da quattro vogatori in un'inseguimento allo spasimo dal grido della vedetta al lancio dell'arpione di chi si sporgeva oltre la prua. Una di queste barche è conservata a Scilla in una sezione del Castello Ruffo che funge da museo di questa storica attività. Spesso la si identifica come «feluca», ma il termine più caratteristico è «luntro» nel quale si coglie più vivo il retaggio arcaico che l'accompagna.

La «caccia» al pesce spada oggi

Oggi le cose sono sostanzialmente le stesse, al netto dell'attrezzatura delle poche motobarche, le cosiddette «passerelle», che ancora praticano questa attività, 500 cavalli sottocoperta, albero e propaggine prodiera tanto lunghi che ci si chiede quanta zavorra debbano imbarcare per non ribaltarsi. Resta comunque una pesca, – anzi una «caccia», come sarebbe più appropriato chiamarla, – di minore impatto rispetto a sistemi ben più sbrigativi, come per esempio i palangari, lenze recanti centinaia di ami innescati, che tra l'altro possono portare alla cattura accidentale di tartarughe, delfini e perfino uccelli marini. Fatto sta che se il pesce spada nel Mediterraneo è una specie che desta preoccupazione, non è certo a causa della pesca nello Stretto.

Dove si pratica

La Costa Viola è il tratto di costa calabrese rimasta più fedele alla tradizione del pesce spada. A questa storica risorsa Scilla ha perfino dedicato una scultura sul belvedere di piazzale San Rocco, opera dell'artista locale Carmine Pirrotta: il pesce spada è stretto dal pescatore in un convulso abbraccio che ben rende la tensione di questa attività senza tempo, della quale gli antropologi hanno indagato parole e rituali arcaici tuttora in essere. Certo, quel senso di sacralità ha perso il suo smalto omerico, ma il fascino resta, tant'è che ne è risultata una forma di «pescaturismo» unica nel suo genere, con i villeggianti più inclini alle emozioni forti che fanno la fila per imbarcarsi sulle spadare.

Cosa vedere: la sagra del pesce spada

Poi c'è la Sagra del Pesce Spada, avviata a metà degli anni Ottanta, che nel cuore della stagione balneare è tra gli appuntamenti di maggiore richiamo. Quanto alla gastronomia, le due cucine affacciate allo Stretto vanno di pari passo e a prescindere da qualche inflessione dialettale le ricette di tradizione sono sostanzialmente due: le braciole di pesce spada, involtini rinvigoriti con pangrattato e formaggio provolone; e il pesce spada a ghiotta, ovvero in salsa agrodolce con pomodoro, capperi, olive, pinoli e uva passa. In termini di attualità, invece, più che le bizzarrie degli chef, merita segnalazione il panino che proprio a Scilla ha segnato l'esordio del pesce spada nel mondo dello street food: grigliato e asperso con un salmoriglio d'olio d'oliva, origano e limone, per dire solo della più essenziale delle proposte.

La Mappa ringrazia:

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