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Il pesce spada alla ghiotta, la cucina “a km 0” di Scilla

Nello Stretto di Messina, il pesce spada è ben più di un cibo: è storia, mito, rito e identità.

Sapori locali
Sapori locali

Dov'è

Calabria

Via Monacena, 48, 89058 Scilla RC, Italia (0m s.l.m.)

Indicazioni stradali
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In mare: una caccia millenaria

Il pesce è di stamattina, ci rivela con orgoglio lo chef. L’ha comprato al molo dai pescatori che da maggio a fine luglio ogni giorno da tempi immemori fanno la spola sul mare di Scilla sulle loro agili «passerelle», in attesa di avvistare «il principe del mare». Il suo racconto tocca molte dimensioni: le tradizioni, i miti, la fatica quotidiana, gli strumenti di lavoro, la sacralità di rituali e parole che risalgono al mondo greco e bizantino. Una cosa ci colpisce: il pesce non è solo cibo, è parte dell’identità locale.

In cucina: il pesce spada alla ghiotta

Un filo d’olio in padella, un aglio intero, una spolverata di prezzemolo, un po’ di cipolla. Lo chef Enzo lascia rosolare qualche istante e il profumo della cucina mediterranea già si diffonde. Aggiunge i pomodori datterini che sfrigolano festosi, poi le olive a pezzetti e una manciata di capperi. Li fa saltare. Un pizzico di sale e pepe nero e voilà: il sugo è già pronto.

Armato di due coltellacci, il nostro chef ci mostra come tagliare un grosso pezzo di pesce spada. Poi prende un’altra padella, aggiunge un filo d’olio, adagia il pesce. Altra ondata di profumo. «Meno cucina e meglio è» ci rivela. Che sia questo il segreto? O che sia la magia di Scilla, delle correnti forti dello Stretto, di una caccia che ancora oggi ricorda un rituale sacro? Lo chef adagia il sugo sul pesce. Lascia cucinare «un minutino». Il fumo (e profumo) sale. Ma se fosse troppo asciutto - ci rivela lo chef con molta praticità - basta aggiungere un goccio d’acqua, e si crea il sughetto.

In tavola: la qualità delle materie prime e di stagione

Con il pane casereccio e un buon bicchiere di vino bianco, siamo pronti a questo primo assaggio. Il pesce spada, ci dice ora lo chef Salvatore mentre prepara gli ingredienti per il prossimo assaggio, è detto anche il maiale del mare: non si butta via niente. Ci aspettano i famosi involtini dalle farce gustose (la sua specialità) e l’altrettanto famoso panino al pesce spada col salmoriglio, che per misteriosi motivi è diventato il piatto per eccellenza delle estati scillesi.

Da forestieri a cittadini temporanei

E dopo questa esperienza al ristorante «Il ponte», in fondo a Marina Grande, ci sentiamo di casa: abbiamo nutrito (bene) sia il corpo che lo spirito e siamo un po’ più consapevoli e un po’ più felici. Il nostro grazie va ai cuochi, Enzo e Salvatore, e allo staff del Ponte: Mary, Marianna, Giuseppe e Angelo. Anche la loro storia meriterebbe di essere ascoltata!

La Mappa ringrazia:

Consigliato da
I Love Scilla

Consiglio di lettura: Francesco Porcaro, “Il pescespada. Scilla, il mito, la leggenda”, Lamezia Terme, grafichEditore, 2026

In collaborazione con
Giancarlo Dellorco

Scilla, dove peschiamo sorrisi – Comune di Scilla – PNRR Ministero della Cultura M1C3, Mis. 2, Inv. 2.1 “Attrattività dei borghi storici” – Finanziato dall’Unione europea, NextGenerationEU – CUP F79I22000150006

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