
Il campo di salvataggio di Orlando Sculli
Per salvaguardare la biodiversità e i vitigni antichi della Locride
Dov'è

Orlando Sculli: custode della biodiversità
Incontriamo il prof. Orlando Sculli (classe 1946, una laurea in Lettere Classiche all’Università di Messina e molti anni di insegnamento all'Istituto Magistrale di Locri) nella sua amata Ferruzzano. Nel poco tempo che trascorriamo insieme ci contagia con le sue passioni e il suo entusiasmo: ci rivela la storia dei palmenti, ci insegna a leggere i colpi di antichi scalpelli sulla pietra, ci fa scoprire il passato nella toponomastica, ci racconta di capre biondine (“risòrsine”), monasteri basiliani, frutti dimenticati…
Il campo di salvataggio a Ferruzzano
Il progetto di Orlando nasce nei primi anni Ottanta, di fronte al rischio sempre più concreto di perdere per sempre i vitigni autoctoni, come già stava succedendo ai grani antichi, soppiantati da varietà nuove e più redditizie. Orlando decide di passare all’azione e crea su un proprio terreno il campo di salvataggio delle viti antiche. Oggi sono circa 350 le varietà accolte e salvate, di cui almeno una cinquantina con profilo genetico unico. Orlando gestisce il suo podere da solo, con l’aiuto di amici come Santo e Giuseppe Panzera. Regala i tralci a chi li chiede. Accoglie esperti e curiosi da tutto il mondo. Tiene viva una storia di tremila anni.
L’inizio della ricerca: archeologia del vino
I palmenti - che a Ferruzzano sono circa 160 (censiti uno ad uno da Orlando) - testimoniano quanto sia antica la cultura del vino in Calabria. Come proteggere questo patrimonio? Orlando capisce che è nei piccoli vigneti nell’entroterra, spesso curati da anziani contadini secondo le tradizioni, o anche nei boschi, che si possono trovare ancora le viti antiche: comincia a girare, incontra i contadini, si fa dare le accessioni (talee) e le accoglie nella sua piccola vigna a Ferruzzano. Alla fine degli anni Novanta ne ha già 40.
Ricostruire la storia delle civiltà attraverso la storia del vino
La sua ricerca comincia ad attrarre l’attenzione di università ed esperti. Il suo raggio d’azione si allarga a tutta la Locride e si fa più sistematico: Orlando esplora le zone di antichi insediamenti magno-greci, romani, bizantini, armeni, ebrei, e segue le onde migratorie da Malta, dall’Albania, da Cipro… Cerca vitigni risalenti a quei periodi e assieme ad essi trova tracce di quelle antiche civiltà: nei nomi, nei simboli, nelle rovine. Disegna passo-passo una nuova geografia della sua terra e generosamente la condivide, partecipando a festival e convegni e documentando con cura tutte le sue ricerche e scoperte.
Benemerito
Nel 2018 Orlando Sculli riceve al Vinitaly di Verona il Premio Angelo Betti «Benemeriti della Vitivinicoltura Italiana» e la Medaglia di Cangrande. Crediamo però che il premio più grande per lui sarebbe assicurare un futuro al suo campo di salvataggio, coinvolgendo i giovani e le istituzioni. Per amore.
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