
I vini eroici della Costa Viola
Non è per pura retorica che questi vigneti si considerano eroici, abbarbicati come sono su questa costa impervia e terrazze di pietra a secco
Dov'è

Cos'è il «vino più antico d'Europa»
Il «vino più antico d'Europa» è uno slogan coniato per far conoscere la realtà enologica della Calabria, regione felicissima per clima e forte di una tradizione che risale alla Magna Grecia quando proprio per questa sua vocazione era chiamata Enotria. Quanto all'eccezionalità del tratto di costa tirrenica tra Scilla e Bagnara basti dire che qui fruttifica il bergamotto, uno degli agrumi più esigenti in fatto d'ambiente. Evidentemente un così stretto connubio tra mare e montagna, parliamo dell'Aspromonte, deve risultare di grande beneficio anche per la vite, che nei secoli, assieme a limoni, nespoli e ciliegi, ha trovato spazio su terrazze, le cosiddette «armacìe», disegnate da una trama infinita di muretti di pietra a secco. Non stupisce allora di sentir parlar di viticoltura «eroica».
Un po' di storia
In termini d'etichetta la zona è coperta dall'Indicazione Geografica Tipica «Costa Viola» e dall'ancora più specifica IGT «Scilla». Certo, rispetto a un passato non troppo lontano le superfici in produzione sono alquanto ridotte. L'abbandono dell'agricoltura per inseguire il miraggio industriale degli anni Sessanta, infatti, ha fatto sì che la natura abbia seguito il suo corso indisturbata ricolonizzando quegli impervi versanti costieri che gli antenati avevano strenuamente difeso. Oggi però le cose stanno cambiando e le avanguardie di una nuova generazione contadina hanno ripreso a considerare il lavoro in vigna, seppure in condizioni così impegnative, come un'attività con una sua chiara ragione d'essere nello scenario turistico.
Il rinascimento enologico della Costa Viola
I villeggianti stessi hanno maturato l'idea che in Calabria sarebbe doveroso bere vini calabresi, ce ne sono di straordinari, e che spingersi alla scoperta dei cosiddetti vini a chilometro zero, soprattutto in quel di Scilla, avrebbe ancora più senso. Il bello è che nella scia di questo rinascimento enologico della Costa Viola, ci sono appassionati che esplorano le vigne dimenticate alla ricerca di quelle varietà che nei secoli si sono progressivamente distinte dai ceppi d'origine. Ogni pianta promettente viene poi trasferita in un vigneto sperimentale con l'intento di ricomporre il mosaico organolettico dei vini che in passato venivano imbarcati sulle feluche scillesi alla volta di porti lontani.
Da non perdere: enogastronomia e trekking
All'ordine del giorno è anche il turismo del vino, con degustazioni e visite di cantine, ovvero quelle attività che rientrano nella consuetudine del settore, ma c'è anche ha pensato a un trekking su per le vigne terrazzate che si sporgono verso il Tirreno con panorami dalla Sicilia a Capo Vaticano ben più ampi di quelli dei consueti belvedere. «Coltivare, proteggere, raccontare» è il motto dell'associazione no profit «Calabria Wild Wine» che si è posta come dovere istituzionale la tutela della biodiversità e del paesaggio vinicolo, facendosi al contempo portatrice di questa nuova e più responsabile modalità turistica.
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Collezioni
La Mappa ringrazia:
Scilla, dove peschiamo sorrisi – Comune di Scilla – PNRR Ministero della Cultura M1C3, Mis. 2, Inv. 2.1 “Attrattività dei borghi storici” – Finanziato dall’Unione europea, NextGenerationEU – CUP: F79I22000150006 – CIG B8DCA761AB