I Bagni di Guida
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I Bagni di Guida e la centrale idroelettrica

Archeologia industriale e benessere convivono nei boschi che circondano Bivongi

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Dov'è

Calabria

89040 Bivongi RC, Italia (0m s.l.m.)

Indicazioni stradali
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Cos’è e dov’è il sito dei Bagni di Guida

A circa 4 km dal centro abitato di Bivongi, nella Vallata dello Stilaro, c’è un’oasi che promette una pausa di benessere e una piccola avventura nell’archeologia industriale della zona. È l'area dei Bagni di Guida, un complesso termale, dove si trovano anche i resti di un'importante ex-centrale idroelettrica. Il sito sorge lungo il corso del fiume Stilaro, in un punto strategico che in passato facilitava l'accesso alle sorgenti e lo sfruttamento della forza idrica. Oggi la zona è frequentata sia per l'interesse storico-archeologico legato ai manufatti presenti, sia come tappa di passaggio per gli escursionisti diretti verso la cascata del Marmarico.

Perché è speciale: archeologia industriale e terme

Il sito è unico per la coesistenza di due realtà distinte: lo stabilimento per le acque curative e l'ex centrale idroelettrica «Guida». Questa centrale, costruita nel 1913, rappresenta una delle prime testimonianze di produzione di energia elettrica nel Sud Italia e serviva a dare luce al borgo e alle strutture termali. I bagni con il relativo albergo, invece, risalgono alla metà dell’800 ed erano rinomati per i benefici delle loro acque solfuro - alcaline. Insieme, i bagni e la centrale offrono una finestra privilegiata sulla storia di Bivongi tra 800 e 900.

Un po’ di storia e il borgo della longevità

Bivongi è noto come il borgo della longevità per l'alto numero di centenari in rapporto alla popolazione. Le acque dei Bagni di Guida, note fin dall'antichità e studiate dal dottor Vincenzo Filia nel 1870, potrebbero aver contribuito attivamente al raggiungimento di questo primato, e furono un potente richiamo per il turismo termale. Lo stabilimento moderno fu fondato intorno alla metà dell'Ottocento e poi caduto in disuso insieme alla centrale a causa delle alluvioni degli anni '50 che ne danneggiarono gravemente le strutture. La centrale, oggi restaurata, fa parte dell’«Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria».

Curiosità: le «Acque Sante» di Bivongi

Le acque della sorgente sono classificate come solfuree, salse e fluorurate, e venivano chiamate localmente «Acque Sante» per la loro efficacia nel trattamento di malattie reumatiche e cutanee. Secondo la tradizione popolare, la scoperta della sorgente va attribuita a un pastore che osservò i benefici dell'acqua sul suo bestiame che soffriva di una malattia della pelle.

La Mappa ringrazia:

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PNRR a titolarità del Ministero della Cultura (MiC) M1C3 – 2.1 “Attrattività dei borghi” – Linea B – “Borghi in piazza - Spirito d’Oriente in Occidente” – Int. 2 - Digitalizzazione del territorio – CUP F49I22000220006 – CIG B693A24037

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