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Eugenio Spreafico a Magreglio

Il legame tra uomo e paesaggio raccontato nei quadri sparsi per le vie del borgo

Dov'è

Lombardia

Piazza della Chiesa, 22030 Magreglio CO, Italia (0m s.l.m.)

Indicazioni stradali
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Il pittore e il borgo

Eugenio Spreafico era un cantore della Brianza, un menestrello del mondo rurale che imprimeva sulla tela la vita della civiltà contadina dell'800 in contrasto con l'avvento dell'industrializzazione. A Magreglio trovò il suo buen retiro per immergersi nella natura. È qui che la realtà dura e semplice della montagna entra nelle sue opere, donando loro tratti sempre più veristi di rappresentazione di istanze sociali. Per celebrare la sua produzione, gli è stato intitolato un percorso tra le vie del borgo di Magreglio, quasi un museo a cielo aperto composto da riproduzioni dei suoi dipinti, rappresentati su pannelli illustrativi completi di lettura dell'immagine. La bellezza di questo percorso risiede nella possibilità di confrontare la visione del pittore con i luoghi che l’hanno ispirato.

Emozioni dal percorso Eugenio Spreafico

Si parte così dalla piazza della Chiesa con il dipinto «Dal lavoro» realizzato nel 1895, raffigurante un gruppo di giovani donne al termine di una giornata lavorativa nei campi, che rientra a casa. In un’epoca in cui era iniziato il dibattito sociale sulle condizioni dei lavoratori, e in cui stavano nascendo associazioni dedicate, Spreafico dipinge due donne che avanzano in una campagna immersa nella luce dorata del tramonto. Per loro quella è la fine di una giornata, ma il pittore augura loro di avanzare verso un futuro migliore.

Da qui in poi, percorrendo le vie del borgo, le opere di Spreafico catturano la nostra attenzione, e la Magreglio che attraversiamo sfuma poco a poco in quella di fine ‘800 attraverso i personaggi e le atmosfere riprodotte dal pittore: «La guardiana delle oche» in via Verri, «Il Disegno Ca’ del Taj» in via Milano e «Castano a Magreglio» in via Castagneti parlano del rapporto tra i contadini e gli animali che allevavano. Anche il lavoro nei campi viene esplorato con cura: «Sosta nei campi» in via Castagneti e «Dopo il lavoro» in via San Primo mostrano momenti del lavoro quotidiano. Un particolare a cui fare attenzione: in entrambi i casi i soggetti ritratti sono donne, come a ribadire anche il loro ruolo centrale nella vita quotidiana e nei cambiamenti in atto.

sosta nei campiSosta nei campi

Note più tristi sono espresse da due opere dai colori molto distanti fra loro: «I Calderai», in via Cavour, sono degli uomini che faticano nella neve che li stringe nel suo bianco abbraccio. Arrivando in via Piano Rancio si incontra invece un’opera dove prevale il nero del lutto: «Dolore».

Un altro confronto interessante coinvolge «Autoritratto» tra via San Primo e via Adua, e «Ritorno a scuola» in via Piave: l’immagine che Spreafico ci ha lasciato di sé, straniero giunto in questo piccolo borgo, contrasta con quella dei bambini che, abituati alle difficoltà della vita di montagna, affrontano la neve di ritorno dai banchi di scuola.

E, per finire, cosa sarebbe la montagna senza i suoi paesaggi? «Lago di Como a Magreglio», «Veduta da Magreglio» e «Paesaggio» regalano una vista privilegiata sui panorami che accoglievano lo sguardo dei visitatori più di un secolo fa.

Dopo aver seguito questo percorso per le vie di Magreglio viene naturale fermarsi un momento e pensare allo straordinario potere dell’arte: questi quadri non sono solo belle rappresentazioni, sono finestre aperte su di un tempo remoto e che ci permettono, per qualche istante, di sentirci parte di quel mondo ormai lontano.

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