Meraviglia  }  Luogo di culto

Cappella di San Giorgio a Villar San Costanzo

All’imbocco della Va Maira sorge il borgo di Villar San Costanzo. Nella parrocchiale di San Pietro in Vincoli si trova la straordinaria Cappella di San Giorgio, un gioiello della pittura tardo gotica

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Dov'è

Piemonte

Via Don Brarda, 43, 12020 Villar San Costanzo CN, Italia (0m s.l.m.)

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Cos’è e dov’è la Cappella di San Giorgio

Una facciata settecentesca nasconde un cuore romanico: è la chiesa dedicata a San Pietro nel comune di Villar San Costanzo, in provincia di Cuneo. Spostandosi sul retro è bello notare le tre absidi ancora leggibili nonostante l’intervento barocco e il bel campanile di fine Duecento. Ma ciò che davvero merita la visita è accessibile tramite una porta esterna sul lato sinistro della chiesa. Ci si ritrova in un ambiente che avvolge con la vividezza e la precisione quasi miniaturistica degli affreschi che raccontano la vita e il martirio di San Giorgio. E allora benvenuti: siamo nella Cappella di San Giorgio, una delle massime espressioni del tardogotico piemontese.

Perché è speciale: i meravigliosi affreschi della cappella

La narrazione della cappella si sviluppa su due registri sovrapposti e segue fedelmente il testo medievale della Legenda Aurea di Jacopo da Varagine: il combattimento ravvicinato tra San Giorgio a cavallo e il drago alla presenza della principessa Silene, il battesimo della corte e dei cittadini della città di Silene, la serie dei martiri inflitti al Santo fino alla decapitazione finale. I contorni delle figure sono netti, come nella tradizione gotica internazionale, i volti sono psicologicamente caratterizzati, talvolta grotteschi, gli abiti, i copricapi e le armi sono eleganti e preziosi, un vero catalogo di moda cortese, e riflettono i gusti aristocratici del committente.

Da non perdere: la cripta

Dalla cappella si scende alla cripta, davvero imperdibile, in quanto unica struttura romanica rimasta completamente intatta dopo la ricostruzione settecentesca. Ci si ritrova in un ambiente buio, illuminato solo dalle feritoie strombate che si aprono verso l'esterno, in una selva fitta di sottili colonne, spesso di recupero, con capitelli molto semplici.

Un po’ di storia

La chiesa nacque in periodo longobardo come abbazia benedettina ma fu distrutta durante le scorrerie saracene e ricostruita in forme romaniche nella seconda metà del XII secolo, a quel periodo risalgono cripta e abside. Del 1294 è il campanile. Intorno all'anno 1467, il potente abate Giorgio Costanzia di Costigliole decise di commissionare la costruzione e la decorazione della cappella per utilizzarla come proprio monumento funebre. L'abate non badò a spese e ingaggiò il miglior pittore attivo nella zona, Pietro Pocapaglia da Saluzzo. L'intento era chiaro: voleva assicurarsi che il proprio nome e l'onore della sua casata rimanessero immortali, ordinando anche la bella arca marmorea centrale che ancora oggi ne custodisce la memoria.

Curiosità: un mistero lungo secoli

Dietro questi affreschi si cela una curiosità affascinante che per secoli ha alimentato un mistero fitto. Per oltre cinquecento anni, infatti, la vera identità del pittore di questi capolavori è rimasta sconosciuta. Gli storici dell'arte si riferivano all'artista definendolo semplicemente con lo pseudonimo di «Maestro del Villar». Questo enigma è stato risolto solo nel 1977 quando, durante i lavori di restauro della cappella, gli esperti trovarono, nascosta sotto strati di polvere e fumo accumulati nei secoli, la firma autografa originale di Pietro Pocapaglia da Saluzzo, scoprendo così finalmente il nome del maestro.

La Mappa ringrazia:

Consigliato da
Patrizia Iome

Grande sorpresa il cuneese, ricchissimo di tesori quasi sconosciuti. Questi affreschi mi sono rimasti negli occhi e nel cuore

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