Cattolica di Stilo, affreschi
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I monaci basiliani in Calabria: le laure della Locride

Spirito d'Oriente in Occidente: un itinerario alla scoperta degli antichi luoghi di culto greco bizantini della Calabria Ionica

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Dov'è

Calabria

Via 4 Novembre, 89049 Stilo RC, Italia (0m s.l.m.)

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Monaci basiliani nella Calabria Ionica: Spirito d'Oriente in Occidente

Costa meridionale della Calabria: il Mar Mediterraneo tocca una terra dal clima mite, brulla eppure fertile, che si innalza quasi subito in colline e monti, con borghi costieri nati come colonie greche, già familiari con la cultura orientale. Questo è quello che nel VII secolo si trovarono davanti i monaci basiliani in fuga dalla vecchia Costantinopoli e dalla Cappadocia. Erano esuli che solcavano il mare alla ricerca di una nuova terra dove tornare ad una vita di preghiera ritirata, dove la solitudine è ricerca di contatto con Dio. Le alture della Calabria Ionica, così vicine al mare, si presentarono subito come il luogo perfetto per i loro desideri: erano finalmente arrivati nella loro nuova casa.

Itinerario alla scoperta delle laure dei monaci basiliani

Dove finì il loro viaggio, comincia il nostro: oggi, i borghi si sono ingranditi, si sono spostati a loro volta sui monti, tra i boschi, ed arricchiti di nuove chiese, che hanno affiancato il culto cattolico a quello greco-bizantino, ma le tracce del passaggio degli antichi monaci sono ancora ben visibili sul territorio.

Sono le loro laure: sul Monte Consolino ce ne sono almeno 16. Si tratta di piccole grotte dove l’eremita si stabiliva per una vita in solitudine sostenuta solo dall’essenziale e dalla preghiera. Spesso la piccola grotta scavata nel monte era adornata da una semplice rappresentazione sacra. In alcuni casi, interventi successivi di consolidamento e di (seppur minimo) ampliamento, come un piccolissimo porticato e una porta, trasformarono le grotte eremitiche in piccole chiese rupestri.

Prima di incamminarsi: la Cattolica di Stilo

Ma prima di risalire il Monte Consolino, ci concediamo un attimo per ammirare la Cattolica di Stilo, una meravigliosa chiesa alle falde del monte, ai margini dell’abitato di Stilo. È un edificio in stile bizantino: cubico, sormontato da cinque torrette, ospita una chiesa a croce greca, proprio come vuole la tradizione.

Laura della Pastorella

Adesso sì che possiamo incamminarci seguendo la stessa direzione che portò i monaci, sbarcati dal loro viaggio nel Mediterraneo, a cercare la tranquillità fra le rocce di questo monte. Ci dirigiamo verso la più vicina alla Cattolica, la Laura della Pastorella, o chiesetta della Pastorella, perché proprio questa è un esempio di grotta con architettura minimale che la rende una chiesetta rupestre. La roccia abbraccia il piccolo ambiente interno, con la semplice decorazione di un quadro, e una finestrella, che inonda di luce la grotta e permette alla vista di spaziare sulla Valle dello Stilaro, quasi a voler riunire insieme il sole, la terra e il Creato.

Laura di Sant'Angelo

Proseguiamo poi verso la Grotta di Sant’Angelo, o Laura di Sant’Angelo, a cui si arriva grazie ad un sentiero estremamente tortuoso e difficile da percorrere, il che rende la laura quasi inaccessibile. Chi riesce a raggiungerla si trova in un piccolo ambiente scavato nella roccia che riporta monogrammi legati al culto bizantino e un affresco che rappresenta due figure umane. L’interpretazione dell’affresco non è univoca, c’è chi ci vede i santi Cosma e Damiano, molto venerati in questa zona, mentre altri riconoscono San Pietro e San Paolo abbracciati sotto la benedizione di Cristo. Ci piace pensare che siano proprio Cosma e Damiano ad essere raffigurati qui, due gemelli nati in Oriente intorno alla metà del 200 e uccisi all’epoca dell’imperatore Diocleziano. I due erano molto amati per la loro conoscenza della medicina che praticavano gratuitamente per tutti quelli che ne avessero bisogno.

Laura dei Beati Ambrogio e Nicola

L’ultima laura che possiamo vedere è diversa dalle altre due: è stata recentemente riconsacrata dalla Comunità Ortodossa Rumena che gestisce il Monastero di San Giovanni Theristis, e quindi è a tutti gli effetti un luogo di culto attivo. Cosa c'entra la laura con il monastero? Molto, almeno dal punto di vista della storia dei santi coinvolti: si sa poco delle vite di Ambrogio e Nicola, due eremiti greco-ortodossi vissuti intorno all’anno Mille, ma sono considerati i maestri spirituali di Giovanni Theristis. Il santo mietitore sarebbe stato attratto dalla loro vita di semplicità, rinunce e raccoglimento spirituale, tanto da decidere di seguire i loro passi.

La Mappa ringrazia:

Consigliato da
Borghi in piazza

PNRR a titolarità del Ministero della Cultura (MiC) M1C3 – 2.1 “Attrattività dei borghi” – Linea B – “Borghi in piazza - Spirito d’Oriente in Occidente” – Int. 2 - Digitalizzazione del territorio – CUP F49I22000220006 – CIG B693A24037

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