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Trekking da Levanto a Monterosso

Un trekking panoramico attraverso la macchia mediterranea passando per Punta Mesco: tra mare e cielo, lo splendore delle Cinque Terre

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Borghi
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Trekking
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Dov'è

Liguria

4JX9+6M Levanto SP, Italia (0m s.l.m.)

Indicazioni stradali
map

Il percorso escursionistico Levanto-Monterosso

La Liguria è una terra di saliscendi in successione, in cui però la fatica del cammino quasi non si sente: o, meglio, viene costantemente ripagata da panorami sorprendenti sul mare, da vedute pittoresche su borghi color pastello, da scorci sempre diversi attraverso una rigogliosa macchia mediterranea.

Il sentiero Levanto-Monterosso è, a mio avviso (ma credo che in tanti possano condividere il mio parere), uno dei più suggestivi della Liguria. Si tratta di una camminata accessibile a chiunque abbia un adeguato livello di allenamento, incluse famiglie con bambini abituati ad affrontare sentieri. La lunghezza del sentiero è di circa 8 km con un dislivello di 380 m, percorribile in un tempo approssimativo di 2h30/3h (a seconda del passo e senza contare le dovute soste per ammirare il paesaggio, scattare qualche foto e gustare la focaccia di Domè, che a Levanto è indubbiamente la migliore che c'è!).

Consigli di percorrenza

Sebbene il sentiero si possa percorrere in entrambe le direzioni, si suggerisce di partire da Levanto: in questo modo si evita di percorrere in salita il tratto con maggiore dislivello tra Monterosso e la Punta del Mesco. La primavera e l'autunno sono le stagioni consigliate per questo trekking, anche se pure l'inverno può regalare bellissime giornate di cielo terso con visibilità elevata. Percorrere il sentiero in estate è fattibile, a patto che lo si faccia nelle ore meno calde della giornata, che ci si cosparga di abbondante crema solare e che ci si munisca di cappellino e tanta acqua! Infine, ma ça va sans dire, abbigliamento comodo e scarpe da trekking sono d'obbligo!

Partenza

La partenza è da Levanto, mio luogo del cuore e ormai seconda casa, avendoci trascorso qualche inverno da residente adottiva. Consiglio di soggiornarvi almeno per una settimana, per avere il tempo di godere di tutte le bellezze che ha da offrire; è un luogo ricco di storia che merita di essere raccontato a sé! Al confine occidentale del Parco Nazionale delle Cinque Terre, possiede il fascino di queste ultime, senza le loro orde ormai pressoché ingestibili di turisti stagionali e giornalieri.

Il punto di partenza esatto non è difficile da individuare: basta percorrere la passeggiata sul lungomare dal centro del paese, verso il cosiddetto scoglio «della Pietra» e la villa e il parco della famiglia Agnelli. Arrivati all'altezza del castello, che domina il paese, si trova una scalinata che sale a sinistra: alla base è collocato il cartello con la classica segnaletica bianca e rossa che vi guiderà nell'escursione. Nel primo tratto ci si inerpica per mulattiere e stradine, che dominano il borgo di Levanto dall'alto. Ad un certo punto si incrocia e percorre per un breve tratto la strada provinciale, ma seguendo le indicazioni, dopo poche centinaia di metri, si ritrova il sentiero.

CorbezzoloCorbezzolo, novembre 2025

Promontorio del Mesco

Le case sparse che si incontrano risalendo il Promontorio del Mesco dal Levanto, dalla vista davvero invidiabile a picco sul mare, si mimetizzano tra gli alberi senza contaminare il paesaggio. In ogni caso, dopo poco, lasciano completamente spazio alla vegetazione: pini marittimi, lecci, lentischi, tra le cui fronde sempreverdi risaltano il mare e il cielo. Diversi tratti di sentiero sono invece maggiormente scoperti (da qui il consiglio di evitare giornate eccessivamente calde): dove la macchia mediterranea è più bassa, i cespugli di corbezzolo, mirto e ginestra punteggiano lo sfondo blu. Ci si trova di fronte a una palette di tonalità che non può lasciare indifferente nessun fotografo o artista (questo trekking è perfetto per qualsiasi pittore o aspirante pittore che voglia liberare i propri pennelli en plein air!).

Podere Case Lovara

Poco prima di arrivare alla sommità del promontorio del Mesco si giunge a un luogo ideale per una breve sosta: un antico podere agricolo diventato bene del Fondo Ambiente Italiano nel 2009. Il podere ha da allora ospitato un progetto di recupero e valorizzazione di saperi e pratiche colturali in disuso, a partire dal ripristino dei tradizionali muretti a secco e dei terrazzamenti, e dalla messa a coltura del terreno circostante seguendo metodi sostenibili e preservandone la biodiversità. Il podere è visitabile da marzo a dicembre negli orari e ai prezzi riportati sul sito del FAI. All'ingresso è possibile abbinare anche un assaggio di prodotti locali.

Tramonto, costa ligureTramonto, novembre 2025

Punta del Mesco

Una volta giunti in cima alla Punta del Mesco, ci si trova di fronte a tutte e cinque le Terre, incastonate come dei gioielli nella costa impervia: Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore, e più in là Portovenere; di fronte, l'Isola della Palmaria con il Tino e il Tinotto. Sì, è proprio un belvedere, la definizione di «spettacolo incredibile», di fronte al quale si può solo ammutolire o esclamare a ripetizione «wow, che meraviglia!».

Il sentiero si divide. A sinistra del bivio si scende verso Monterosso, a destra si devia leggermente dal percorso principale e si arriva a un luogo di culto antichissimo, di cui oggi restano solo le rovine in pietra di un abside romana e di una parte di muro. Si tratta dell'Eremo di Sant'Antonio del Mesco, fondato da dei monaci agostiniani presumibilmente attorno al XIII secolo.

Arrivo a Monterosso

Si inizia la discesa, che, come ogni camminatore sa, non sempre è la parte più facile. Le ginocchia vengono messe alla prova dalla pendenza e dai gradini, o meglio, gradoni! Incontrando chi sale e chiede ansimando «quanto manca?», non si però fare a meno di essere grati di non aver scelto di fare il percorso inverso.

Una valida opzione, volendo percorrere il sentiero anche nell'altra direzione, rimane quella di tornare a Levanto dalla Punta del Mesco, senza iniziare la discesa verso Monterosso. In quel caso, avendo calcolato bene le proprie tempistiche, si potrà godere di un tramonto incredibile, soprattutto nei mesi invernali. Se invece avete deciso di completare il percorso fino al borgo, si verrà ricompensati da un bel bagno, aperitivo, o gelato (a seconda delle stagioni e preferenze). Da Monterosso si può tornare a Levanto in treno in pochi minuti, anche se il prezzo del biglietto (8 euro in alta stagione e 5 in bassa) potrebbe far venire voglia di rifare ugualmente la scalata!

La Mappa ringrazia:

Consigliato da
Carolien Fornasari

Questo trekking è una vera Meraviglia, che non può non restare nel cuore.

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