
I Templi di Colle Oppio
Alla scoperta delle «dimore celesti» di Pietro Gentili, «artista cosmico» (1932-2008)
Dov'è

Alle porte di Roma, un incontro con l'arte e la filosofia
È il 2005 circa quando incontriamo Pietro Gentili nella sua casa a Colle Oppio. È provato dalla malattia, ma ci invita alla sua tavola e con semplicità condivide con noi pane, olio, olive e vino fresco. Poi ci accompagna in un cammino mistico nel suo «spinoso giardino», dove i suoi quattro piccoli «templi» sono dimore di luce, bellezza e meditazione: porte verso l'infinito.
Il Tempio della Madre Terra: la luce azzurra
«Il mio percorso mistico inizia dalla prima dimora, quella legata al dolore della Madre Terra; sulla porta ci accoglie l'immagine dello Zodiaco e dell'Angelo, ed è qui che è custodito il grande libro della Creazione ed è racchiusa la luce dell'amata del mio cuore, questa semplice dimora è pervasa da una luce azzurra, simbolo dell'amore materno.»
Il Tempio degli Angeli: i colori dell'iride
«Continuando il percorso si sale lungo una stretta scalinata fatta di pietre e qui troviamo la dimora degli Angeli, poggiata anch'essa al bordo di un precipizio, di forma ottagonale. Le pareti sono decorate con specchi ed in alto, nei punti di incontro dei lati, si trova una foglia in oro che accentua la forma ottagonale, il tutto è sormontato da una cupola bianca ed oro; ma la straordinarietà di questa dimora è data dal fatto che rappresenta l'iride celeste con i sette colori della luce manifestata, ogni luce è rappresentata dal suo Angelo, così in ogni parete ci appare un Angelo. [...] Il pavimento ed il soffitto con la cupola sono interamente di specchi di vari colori, quindi c'è un rispecchiamento infinito.»
Il Tempio dell'Uovo Cosmico
«Salendo ancora troviamo le quattro colonne mistiche che sorreggono una cupola segnata a vuoto da cui pende l'uovo cosmico che oscilla secondo il soffio del vento; ai piedi delle colonne c'è uno specchio di acqua che riflette la natura circostante ricordandoci il mito di Narciso.»
L'Oasi di Pace
«Dopodiché si va nella grande dimora detta Oasi di pace. In questo grande spazio si trova un grande Sole d'oro e un grande Angelo; vi sono quattro colonne votive, ognuna decorata in modo diverso. L'interno di questo luogo di pace è pieno di oggetti, sculture e immagini votive.»
I templi di Colle Oppio: messaggi d'infinito
Fu il filosofo e mistico Baba Bedi XVI a definire Pietro Gentili «artista cosmico», riconoscendo la potenza della sua arte. Noi abbiamo scelto di raccontare le dimore celesti proprio con le parole semplici e dirette di Pietro Gentili, tratte dal suo libro «Una vita e un'arte» (2003). Oggi i templi di Colle Oppio, edificati negli Anni Settanta, accolgono con grazia il passaggio silenzioso degli anni e delle stagioni. Le opere più fragili sono state spostate all'Archivio Pietro Gentili a San Vito Romano, curato con amore e dedizione dalla figlia di Pietro, Emanuela.
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