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Emanuela Gentili e l’archivio storico di Pietro Gentili

Una figlia che si fa custode dell’opera del padre, Pietro Gentili «artista cosmico», per diffondere un messaggio di spiritualità e bellezza

Arte
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Dov'è

Lazio

Viale Piave, 48, 00030 San Vito Romano RM, Italia (0m s.l.m.)

Indicazioni stradali
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Come è nata l’idea dell’archivio

«L’idea di fare l'archivio» ci racconta Emanuela, figlia dell’artista Pietro Gentili (1932-2008) «è nata dal desiderio e dalla necessità di sistematizzare tutto il lavoro di papà, che ha lasciato tantissimo: disegni, carte, tele e anche progetti di scultura. E poi, c’è la sua visione del mondo, il messaggio che per tutta la vita ha espresso attraverso la sua arte, e che può ancora raggiungere tante persone.»

Chi è Pietro Gentili, artista cosmico

I critici d’arte hanno visto le cose più diverse nell’arte di Pietro Gentili, ma il filosofo Baba Bedi XVI ha forse trovato la sintesi ideale definendolo «artista cosmico». La sua visione trascende la dimensione terrena per esplorare mondi infiniti. I suoi enormi «Angeli», i cerchi cosmici, le spirali, i simboli e le simmetrie, esprimono la ricerca dell’unione primigenia tra l’uomo e il creato. Le sue opere hanno una forza sorprendente, sono veri e propri campi magnetici. Per questo ci piace pensare che, per noi che contemplandole ne cogliamo l’armonia, possano avere un valore di cura.

L’archivio a San Vito Romano

E così, dall’amore di una figlia per il padre il progetto prende forma: un vecchio magazzino nel paese di San Vito Romano si trasforma in un archivio d’artista e in un tempio dello spirito. Non lasciatevi ingannare dalla facciata dell’edificio, sobria e vecchiotta. Appena oltrepasserete la soglia, sarà come entrare nelle sfere celesti, tra soli, ali d’angelo, cascate di colore e tracce di infinito.

Chi è Emanuela Gentili

Emanuela è cresciuta nell’arte: quella di suo padre Pietro - pittore, scultore, creatore di gioielli, pensatore e mistico - e quella di sua madre Denise Madin, astrologa. Ha respirato le energie evolutive che negli Anni Settanta animavano la scena culturale italiana. Ora - ci dice - è giusto restituire: conservare le opere, diffondere il messaggio. O almeno ci proviamo, aggiunge con semplicità.

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Consigliato da
Luigi Alberton

L'arte è un bene comune: ciò che gli artisti creano è un nutrimento per l'umanità intera

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