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Meraviglia  }  Museo

Crema, chiostri con sorpresa

Un bel luogo raccolto e intimo nel centro di Crema, con una sorpresa che non ti aspetti

Dov'è

Lombardia

Via Dante Alighieri, 57, 26013 Crema CR, Italia (0m s.l.m.)

Indicazioni stradali
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Cosa sono i chiostri di Crema?

Li vedi dalla piazzetta di fronte al bel palazzo Terni e ti invogliano ad entrare, ti trovi in un bel luogo raccolto e intimo, con una sorpresa che non ti aspetti. Sono i chiostri gotici del Museo Civico di Crema e del Cremasco che ha sede in un antico convento agostiniano. Il primo chiostro, con un bel contrasto di colore tra le colonne rosse e gli archi a ogiva in bianco e nero, ha un piccolo bar ai cui tavolini è piacevole sedersi, il secondo ospita l’ala del museo dedicata alla casa cremasca.

Perché è speciale: dai chiostri al museo, un viaggio nella storia locale

Il museo illustra la storia del Cremasco dalla preistoria ai giorni nostri e ricostruisce la vita quotidiana nelle campagne di fine Ottocento e della storia industriale della città. Una sezione è dedicata alla pittura cremasca dal XVII secolo ad oggi. Un’altra ospita una delle più importanti collezioni italiane di piroghe, si tratta di imbarcazioni ricavate da tronchi d'albero scavati, scoperte nei fiumi Adda, Oglio e Po.

Da non perdere: il refettorio affrescato

Ma la cosa più affascinante, la vera sorpresa del complesso è il refettorio, un vasto ambiente affrescato da Pietro da Cemmo, pittore lombardo influenzato dal Foppa e da Bramante e maestro di prospettiva. Le due grandi scene, la Crocifissione e l’Ultima Cena, da sole valgono la visita, ma sono belle anche le lunette che rappresentano maestri agostiniani, i ventiquattro tondi monocromi con Storie e Re biblici e la grande sinopia preparatoria dell’Ultima Cena.

Curiosità: caccia al dettaglio dipinto

Prima di uscire c’è un particolare curioso da osservare. Come si riconosce il buon ladrone dal cattivo ladrone nella scena della Crocifissione? Alla destra di Gesù un angelo accoglie tra le braccia una piccola figurina bianca, quella è l’anima del buon ladrone, alla sinistra la figurina è nera e, ad accoglierla, trova un diavolo.

Un po’ di storia: il convento di Sant’Agostino

Il convento di Sant’Agostino fu fondato nel 1439 per la congregazione degli Eremitani di S. Agostino. Il primo chiostro era già ultimato nel 1453, il secondo nel 1495; la decorazione pittorica del Refettorio porta la data del 1507.

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Consigliato da
Patrizia Iome

Un piccolo gioiello poco conosciuto dove è bello sostare e riposarsi all’ombra degli archi.

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