
Brancaleone Vetus, parco archeologico urbano
A picco sul Mar Ionio, il piccolo borgo fantasma racconta secoli di storia
Dov'è

Brancaleone Vetus, l’antica Sperlonga
Le rovine di Brancaleone Vetus, l’antica Sperlonga (o Sperlinga), sono un intero libro di storia! Ci sono i resti di un borgo sorto nel Medioevo, tenacemente ricostruito dopo il terremoto del 1783 e di nuovo dopo i terremoti del primo Novecento, ma infine abbandonato in seguito a un’alluvione nel secondo dopoguerra. Ci sono le rovine di un castello, testimone di secoli di dominazioni feudali. Ancor più antiche, ci sono le «chiese-grotta» dei monaci greco-bizantini in fuga dall’Oriente e i 28 silos per la raccolta del grano e delle acque. C’è persino una sepoltura dell’Età del Ferro. Ed è proprio qui, in queste pagine del passato incastonate nel verde, che alberga la meraviglia.
Perché è speciale: il Parco Archeologico Urbano
Oggi il borgo fantasma di Brancaleone, a 300 m s.l.m. e a pochi chilometri dal mare, è diventato «Parco Archeologico Urbano», con percorsi tra le rovine raccolte intorno alle due Chiese e indimenticabili affacci panoramici sulla Valle degli Armeni e sulla costa ionica; lungo la cosiddetta «via dei Monaci» si incontra anche la Grotta della Madonna del Riposo, con affreschi del 600/700. Una delle Chiese, quella dell’Annunciazione, oggi è un centro documentale.
Da non perdere: l'Albero della Vita
Vicino alla chiesa dell’Addolorata si apre l’accesso a una chiesa-grotta bizantina ricca di misticismo e mistero. Scavata nel tufo, ha al centro un pilastro in pietra che ricorda il tronco di un albero, l’Albero della Vita, appunto. Questo «albero», ci rivela l’esperto locale Sebastiano Stranges, rappresenta Cristo e la Resurrezione: le radici nel mondo terreno, le braccia protese verso il divino. Il soffitto curvo richiama la volta celeste. I graffiti sull’altare sono di chiara matrice armena, ci spiega ancora Stranges: una croce astile e un pavone stilizzato ai piedi della croce. Ecco, entrare nelle viscere della terra e trovare nel silenzio e la frescura una dimensione quasi celeste è un’esperienza che ci tocca nel profondo.
Curiosità: i gatti
Dal 2026, chi si aggira tra le vie del borgo fantasma scoprirà inaspettate presenze: gatti, gechi, e altri animaletti in ferro battuto, che attireranno l’attenzione dei più piccini.
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